Camino de Santiago – Day 16 from Santiago to Muxía and Fisterra

Il viaggio continua, oltre Santiago, le mete sono Muxía e Finisterre. La prima per la sua meravigliosa chiesa de la Virgen de Barca costruita direttamente sulla scogliera di fronte al mare, probabilmente posta sul luogo originario del culto ancestrale delle pietre. È uno spettacolo godersi l’infrangersi delle onde sugli scogli a pochi metri dalla facciata della chiesa, tra i massi di pietra conosciuti come rocking delle pietre il cui equilibrio è cosi preciso che basta toccarle per farle oscillare. È il posto perfetto per chi è appassionato di surf e kitesurf e per chi ama trovate scorci indimenticabili da fotografare. A metà giornata ci fermiamo a pranzo al ristorante o de Lolo, la cui mariscata, un piatto misto di pesce e frutti di mare, è letteralmente un miracolo per le papille gustative, cozze in salmoriglio, capesante, datteri di mare, vongole e aragosta. La pausa perfetta per continuare il nostro viaggio da Muxia a Fisterra, il luogo che nel medioevo si pensasse essere la fine del mondo occidentale (Fisterra: Fin da terra). Fisterra è una penisola che si allunga verso occidente alla fine della quale si trova il famoso faro e una bella terrazza naturale da cui godersi il tramonto del sole insieme a tanti pellegrini e turisti che armati di birre e snack attendono lo sparire del sole all’orizzonte. Uno spettacolo della natura in questa giornata calda e limpida di fine Settembre. Prima di arrivare al faro decidiamo di posteggiare e percorrere gli utlimi 5km a piedi, oltrepassando la pietra miliare che indica il mitico km 0,00 del cammino. Il raggiungimento di un traguardo dopo 16 giorni di avventura ed esperienze indimenticabili insieme ad altre persone diventate nostre amiche. 16 giorni di semplicitá, natura e… Vita


—— 

The journey continues over Santiago, to Muxía and Finisterre. The first for its wonderful church of La Virgen de Barca built on the cliff in front of the sea, probably located on a ancient site of the ancestral worship of stones. It’s a sight to enjoy the waves crashing on the rocks a few meters from the facade of the church, among the enchanted boulders known as rocking stones, are large stones that are so finely balanced that the application of just a small force causes them to rock. It’s the perfect place for those who love surfing and kite surfing and for those who love to photograph unforgettable views. At midday we stopped for lunch at the restaurant O de Lolo, whose mariscata is literally a miracle for the taste buds, in vineagre mussels, scallops, date mussels, clams and lobster; the perfect break to continue our journey from Muxia to Fisterra, place that in the Middle Ages was thought to be the end of Western world (Fisterra: fin da terra) Fisterra is a peninsula that stretches out to the west at the end of which lies the famous lighthouse and a beautiful natural terrace from which to enjoy the sunset along with many pilgrims and tourists armed with beers and snacks awaiting the vanishing of the sun on the horizon. A show of the nature in this hot and clear day of end of September. Before arriving at the lighthouse we decided to park and walk the last few 5km walk, encountering the milestone of 0.00 km of the camino de Santiago. The achievement of a target after 16 days of adventure and unforgettable experiences with other people and friends. 16 days of simplicity, nature and …Life

Camino de Santiago – Day 15, one day in Santiago de Compostela

Santiago de Compostela, una città dalla bellezza inaspettata. La cattedrale di Santiago coincide con la fine del cammino dei pellegrini nella piazza dell’Obradoiro di fronte alla facciata barocca della cattedrale. Al nostro arrivo la facciata era semicoperta da impalcature a causa dei lavori di restauro in corso, ma ció non ha tolto nulla alla belezza della chiesa e all’emozione che ci ha travolti una volta arrivati. La facciata è cosi ricca di dettagli e simboli da poter perdersi per ore ad osservarla, come fanno i pellegrini piu stanchi distesi a terra sulla piazza. Una curiosità degna di nota è che questa facciata costruita nel 1700 protegge la facciata medievale danneggiata dalle intemperie nel corso degli anni. Sul lato sinistro della piazza, guardando alla cattedrale, è l’Hotel del los reis catholicos un antico parador medievale con una stupenda facciata. La città è molto ricca di edifici che risalgono all’inizio dell’anno mille. Ogni giorno alle 12:00 e alle 19:30 si svolge la messa e la benedizione del pellegrino, quando si è fortunati si puó anche assistere alla benedizione col botafumeiro l’incensiera piu grande al mondo che viene fatta oscillare come un pendolo sulle teste dei fedeli. Anticamente questo serviva a purificare l’aria della cattedrale con l’ incenso a causa della grande quantitá di pellegrini che da giorni camminavano senza aver possibilità di lavarsi. Oggi è diventata una della attrazioni turistiche di Santiago, che si può ammirare nella messa di tutti i venerdi alle 19:30 oppure a richiesta facendo una donazione di 300euro alla cattedrale. Anche questo è diventato un commercio turistico. Tappa obbligata er i pellegrini è quella all’ufficio di accoglienza ai pellegrini per ottenere la compostela, il documento che attesta che il pellegrino ha effettuato il cammino, per ottenerla bisogna percorrere a piedi almeno gli ultimi 100km ( da Sarria) o 200km in bici. Noi abbiamo fatto due ore e mezza di coda per ottenere l’attestato. Oltre alla cattedrale, le vie del centro storico di Santiago sono tutte da scoprire, tra negozietti, chiese antiche, botteghe di artigiani e ristoranti tipici.​ Prendete un giorno intero per visitare la città, ne vale la pena.

——

Santiago de Compostela, a city of unexpected beauty. The Cathedral of Santiago is the end of the journey of the pilgrims at the plaza de Obradoiro in front of the baroque facade of the cathedral. Upon our arrival the facade was partly covered in scaffolding because of restoration work in progress, but this has not removed any of the emotion that has overwhelmed us as we arrived. The facade is a wealth of details and symbols that one can get lost for hours to observe it, as do the more tired pilgrims lying on the ground on the square. A curiosity worth of note is that this facade built in 1700 protects the medieval facade damaged by the weather over the years. On the left side of the square, looking at the cathedral, is the Hotel del los reis Catholicos a medieval parador with a stunning facade. The city is very rich in buildings that date back to the year one thousand.

Every day at 12:00 and at 19:30 there is the Mass and blessing of the pilgrims, when you are lucky you can also witness the Benediction of the botafumeiro the largest incense pot in the world that is swung like a pendulum over the heads of the pilgrims. In ancient times this was used to purify the air of the cathedral with strong incense because of the large amount of pilgrims who walked for days without washing facilities. Today it has become a tourist attractions of Santiago, which can be seen in the Mass every Friday at 19:30 or at request by making a donation of 300euro to the cathedral. Even this has become a touristy business. A obliged stop for the pilgrims is at the welcome office of the pilgrims to get the compostela, the document that certifies that the pilgrim has walked the way, to get it you need to walk at least the last 100km (from Sarria) or to cycle at least 200km. We did two and a half hour queue to get the certificate. In addition to the cathedral, the streets of the historic center of Santiago are to be discovered, including shops, ancient churches, artisan shops and restaurants. Take a whole day to do it, it is really worth the time.

Camino de Santiago – Day 14, ultimate day from O Pedrouzo to Santiago de Compostela

13 giorni di cammino senza sosta, 24km al giorno completati oggi di fronte alla maestosa facciata della cattedrale di Santiago, un’ emozione indiescrivibile arrivati nella piazza della cattedrale, senza parole, soltanto tante emozioni che possono essere esternate in lacrime di gioia, di felicitá e fierezza di aver raggiunto un traguardo che inizialmente sembrava impossibile. 310km di cammino da Leon a Santiago, tra pianure sotto il sole cocente, salite interminabili tra i boschi delle montagne di Leon per raggiungere O Cebreiro, paesaggi incontaminati abbracciati dalla nebbia mattutina e boschi incantati. Le mucche, le galline, i cavalli, la puzza di sterco che dopo un po di giorni non è piu puzza ma profumo di natura vera. La brina del mattino, il vento che ti sbatte in faccia, la pioggia che ti rende difficile il cammino, lo zaino che diventa sempre piu pesante kilometro dopo kimolmetro, le meravigliose persone che ci hanno accolto, consigliato, che ci hanno accompagnato che hanno condiviso con noi questo viaggio-esperienza unico al mondo. La natura, l’ anima che abbiamo riscoperto, la bellezza di ció che ci circonda, il cibo tipico e il vino di casa, l’architettura medievale, le case rurali, le chiesette di campagna e le stalle. I sentieri, i ruscelli, i fiumi, le montagne , valli e precipizi, la menta selvatica il rosmarino e i fiori di mille colori. I sentieri di terra battuta, di pietra, i percorsi lungo l’asfalto, tra i campi e le pitaggioni di mais. 310km di poesia, 310km che purtroppo sono finiti anche se non ci dispiace sapere di non dovere camminare ancora per ore e di non doversi svegliare prima dell’ alba domani mattina. 310km di vita, di riflessioni, di leggerezza, di risate felici, di sole e di luce di vita che speriamo porti novità positive una volta tornati a casa, nella realtà di tutti i giorni. Il cammino di Santiago è l’Esperienza della vita con la E maiuscola. Preparate lo zaino e partite ovunque voi siate…Y ahora fiesta 🙂


——

A 13-day walk without stops, 24km a day completed today in front of the majestic facade of the cathedral of Santiago the Compostela, an unbelievable emotion once arrived in the cathedral square; no words to describe it, just a lot of emotions that can be expressed in tears of joy, of happiness and pride in having reached a goal that seemed impossible initially. 310km walk from Leon to Santiago, between plains under the scorching sun, endless climbs through forests on the mountains of Leon to reach O Cebreiro, dream landscapes embraced by the morning fog and enchanted forests along the way. Cows, hens, horses, donkeys and  dung stench whose smell after some days is no longer an issue, though the scent of nature. The frost in the morning, the wind that slaps you in the face, the rain that makes walking even more difficult, the backpack that becomes heavier kilometer after kilometer, the wonderful people who welcomed us, recommended us, who accompanied us who shared with us this unique experience. The nature, the soul that we rediscovered, the beauty that surrounds us, the typical food and the house wine, the medieval architecture, the rural homes, country churches and stables. The trails, streams, rivers, mountains, valleys and precipices, wild mint and rosemary, the flowers in many colors. The dirt paths, stone paths along the asphalt, between the fields and the green and yellow corn fields. 310km of poetry, which, unfortunately, we regret are over although we are pleased to know not to have to walk for hours and not having to wake up before dawn tomorrow morning. 310km of life, of reflections, of lightness, of happy laughter, sunshine and light of life that we hope will bring positive changes once back home, in every day life. The Camino de Santiago is the experience of life. Prepare your backpack wherever you are and go … Y ahora fiesta 🙂

Camino de Santiago – Day 13 from Arzúa to O Pedrouzo

Penultima tappa da 20km quasi volando, non sentiamo neanche la strada sotto i piedi passando per boschi di eucalipto e campi di girasole. Non si sentino piú dolori e fatica, e la mente sembra perdersi tra i pensieri e l’esperienza degli ultimi giorni. Santiago si avvicina ed è solo a 20 km di distanza da noi. Vorremmo che il viaggi contnuasse ancr per diverse tappe, ma nello stesso tempo non stiamo nella pelle per provare l’effetto che ci farà arrivare a Santiago. Abbiamo passato un’altra bella serata con gli amici del cammino, questi bei momenti saranno tra quelli che ci rimarranno nel cuore.


——

Penultimate stage of 20km as we are flying, not even feeling the road beneath our feet through eucalyptus forests and sunflower fields. The pain is not there anymore and the mind is like lost through the thoughts and the experiences of the last days. Santiago approaches and is only 20 km away from us. We would like the travel further for several stages, but at the same time we are not in the skin to feel the effect as we will get to Santiago. We spent another wonderful evening with friends of the camino, these good times will remain in our heart.

Camino de Santiago – Day 12 from Melide to Arzúa

Tappa #12 da Melide a Arzua, una delle tappe più corte del cammino, con brevi salite e paesini a ogni 4 km di distanza. Questa zona, soprattutto attorno ad Arzúa detiene il record per numero di mucche pro capita in tutta la Spagna, cosa che possiamo confermare visto il numero di mucche e agnellini che abbiamo incontrato oggi durante il nostro cammino. Anche il numero di cani è abbastanza alto, fortunatamente nessuno di loro è aggressivo; si avvicinano per curiositá, anche perchè nel nostro gruppo cammina un cucciolo di 7 mesi, senza aver creato mai problemi. Alcuni di questo cani sono veramente grandi, per poter tenere a bada le grandi mucche di queste zone. Arrivati ad Arzúa paesino molto piccolo, con più ostelli che abitazioni, ci fermiamo a pranzare al ristorante Casa Chelo, il cui menù ci ha veramente incantanto sia per qualità che quantità, tutto preparato in casa da una signora che sembra essere la nonna della famiglia: croquette miste; tostada con fois, cipolla e mela; tostada di noci e bacon, stufato di stinco di maiale con patate, cinghiale con salsa di vino, patè di mela e purè e, per chiudere, una tarta di queso al forno. Insomma, gli ultimi due giorni sono stati all’insegna delle scoperte culinarie della Galizia, che ci hanno veramente sbalordito.


——- 

Stage # 12 of the camino from Melide to Arzúa, one of the shortest stages of the journey, with short climbs and villages in every 4 km. This area, especially around Arzúa holds the record for number of cows per capita in the whole Spain, which we can confirm seeing the number of cows and lambs that we met today during our journey. Also the number of dogs is high enough, but fortunately none of them is aggressive, they use to come closer for curiosity, also because in our group walks with us a 7-month-old puppy, but never made problems during our walk. Some of the dogs are really big to be able to hold off the big cows in these areas. Once in Arzúa, very small town, with more hostels than houses, we stop for lunch at the restaurant Casa Chelo, whose menu has really enchanted us both  for quality and quantity, everything homemade by a lady who I would say to be the grandmother of the family: croquetas Mistas; tostada with liver fois, onion and apple;toastada with chestnut and bacon; stewed pork shank with potatoes; wild boar with wine sauce, smashed apple and purè and, to close the meal, a tarta of queso baked. In short, the last two days were dedicated to the culinary treasures of Galicia, we were really stunned by the results.

Camino de Santiago – Day 9 from Sarria to Portomarin

Giorno #9 del camino. La tappa non è delle più pesanti, tra brevi salite e discese e gentili abitanti che mettono a disposizione dei pellegrini frutta acqua e vino di casa in cambio di una piccola offerta. E poi la pietra miliare dei 100km da Santiago; noi ne abbiamo visto due, chissà qual’è quella reale. Quello che è reale sono certamente le frittelle offerte da una gentile signora di una campana nelle vicinanze. Lungo il tragitto ci siamo imbattuti diverse volte in greggi di pecore, capre e soprattutto grosse mucche con cui non ci si scontra tutti i giorni per strada. La meta del nostro viaggio è Portomarin un paese dalla storia molto interessante, originariamente costruito accanto al ponte romano sul fiume Mino, abbattuto e ricostruito nel medioevo per poi essere completamente sommerso negli anni 60 a causa della costruzione della diga di Balesar. I monumenti più importanti, come la chiesa e la porta di accesso sono stati smontati e numerati mattone per mattone per poi essere ricostruiti sulle pendici del monte adiacente alla diga, se si guarda la facciata della chiesa è ancora possibile riconoscere i numeri scolpiti sulle pietre per permetterne la ricostruzione. L’accesso al paese è anche uno tra i più pittoreschi del cammino, prima di tutto si deve attraversare un angusto tratto in discesa molto pericoloso e scivoloso, si passa sul nuovo ponte che attraversa la diga a decine di metri altezza (perfetto per chi soffre di vertigini)e si sale un ponte a scalinata che sovrasta una moderna rotonda stradale (anziché un fiume) per entrare i paese dalla porta di accesso. Il paesino non è dei più belli, risalente al 1963, ma la sua storia ne vale la pena per visitarlo. Il nostro gruppo di viaggio, si è diviso a causa di qualche problema di tendinite di alcuni di noi che hanno preferito avere un giorno intero di riposo, ma è stata una bella sorpresa incontrare Francisco una delle persone che abbiamo incontrato al nostro primo pernottamento e poi perso per qualche giorno sul cammino. Animo! Santiago è a meno di 5 giorni di cammino.

——-

Stage#9 of the camino. This stage is not very heavy, including short climbs and descents and gentle people who provide the pilgrims fruit water and wine of the house in exchange for a small donation. Aldo the milestone of 100km distance from Santiago is part of today photoalbum, we have seen two of This molestones…who knows what the real one is? What we will certainly remember are the delicious pancakes offered by a lady of a house in the vicinity of the way. Along the way we came across several times in flocks of sheep, goats and especially big cows to make our path more exciting. Target of our trip is Portomarin a town of interesting history, originally built next to the Roman bridge over the River Mino, demolished and rebuilt in the Middle Ages until it was completely submerged in the 60s due to the construction of the Balesar dam. The most important monuments, such as the church, the entrance to the city were removed and numbered brick by brick and then rebuilt on the slopes of the mountain adjacent to the dam, if one looks at the facade of the church is still possible to recognize the numbers carved on the stones to allow the reconstruction. The access to the town is one of the most picturesque you will meet on the way, first of all you have to cross a narrow stretch in very dangerous and slippery descent, you pass on the new bridge across the dam at tens of meters of height (perfect for those who suffer of heights) and climb stairs of a bridge overlooking a modern road roundabout. The village is not the most beautiful, but its history it’s worth a visit. Our travel group was split today due to some tendinitis problem of some of us who like to have a day of rest, but it was a nice surprise to meet Francisco one of the people we met on our first night and then lost for a few days on the path. Animo! Santiago is less than 5 days of walking.

Camino de Santiago – Day 8 from Fonfria to Sarria

Day #8 del cammino da Fonfria a Sarria, passando per il paese di Samos e il suo bellissimo monastero incastonato tra le colline di campagna. È una giornata di nebbia che rende l’atmosfera quasi mistica come camminare in un sogno tra sentieri dispersi nella vegetazione e piccoli borghi di pastori con i cani a guardia delle case. A quanto pare la zona è popolata da qualche orso, quindi è sempre buono che qualche cane sia pronto a fare la guardia. Facciamo poche soste per poter raggiungere prima Samos per ora di pranzo e poi proseguire per Sarria,durante il viaggio mangiamo qualche mela da un albero che sporge sui sentieri e le more che ormai sono presenti dappertutto sul cammino. Siamo stati del tutto rapiti dalla bellezza del Monastero di Samos, se non fosse per quegli affreschi degli anni 50 fatti al primo piano del chiostro…

La sera arriviamo a Sarria, il posto da cui la maggior parte dei pellegrini inizia il suo cammino, siamo a circa 100km da Santiago, ed è proprio 100km la distanza media da coprire a piedi per ricevere il riconoscimento della Compostela una volta arrivati a Santiago. Abbiamo ormai superato più della metà del nostro cammino.

——

Stage # 8 of the camino from Fonfria to Sarria, passing through the village of Samos and its beautiful monastery nestled between the hills of the countryside. It is a foggy day which makes the atmosfere quite mystical like walking into a dream of trails scattered in the vegetation and small villages of shepherds with dogs guarding the houses. Apparently the area is populated by a few bears, so it is always good that a dog is ready to stand guard. We make a few stops to be able to reach Samos for lunch time and then continue to Sarria. We eat apples from a tree sticking out on the trails and blackberries which are now present everywhere on the road. We were totally overwhelmed by the beauty of the monastery of Samos, of it wouldn’t be for the frescoes of the 50’s put on the first floor of the cloister …In the evening we arrive in Sarria, the place from which the majority of the pilgrims began her journey, we are at about 100 km from Santiago, and it is 100km the minimum distance to cover on foot to receive the recognition of Compostela once you are in Santiago. Half of the Camino is over.

Camino de Santiago – Day 7 from la Herreria to Fonfria

Giorno #7 da la Herreria a Fonfria. Sembra che la parte più difficile del cammino sia giunta al termine, dopo la salita ripida per raggiungere la cima della montagna a o Cebreiro ed entrare in Galizia. Soprannominerei questa come la tappa delle galline e le mucche, perchè se ne incontrano tante lungo i sentieri attraversando piccole masserie e aziende agricole. Come capitato nelle precedenti tappe, anche qui facciamo un salto nel passato fermandoci ad una fontana per rifrescarci dal Caldo degli ultimi km, mentre una signora stava lavando i panni all’aperto nell’acqua della fontana. Qui la tecnologia non sembra indispensable a prova che si puo vivere bene anche senza. Completiamo la nostra tappa all’Albergue Reboleira, ricavato all’interno di una delle vecchie abitazioni della galizia , con i tetti circolari ricoperti di rametti di legno al posto delle tegole. Mangiamo il miglior Caldo Gallego fino ad ora assaggiato e uno spezzatino di vitello al quale nessuno sa resistere. Tutto esclusivamento preparato con ingredienti del luogo coltivati e allevati a non più di 500m di distanza. Finiamo la serata al suono della chitarra di Francis che ci ridà la carica per continuare il nostri cammino domattina.

——

Stage # 7 from the Herreria to Fonfria. It seems that the most difficult part of the journey has come to an end, after the steep climb to the top of the mountain at o Cebreiro trepassing the border to Galicia. This is the stage of the hens and cows, since we met a kit of the in our trip of today walking through small farms. As happened in the previous stages, here ad well we take a step back in time stopping at a fountain to refresh ourselves from the heat of the day, meeting a woman washing clothes at the fountain. Here the technology is not essential and it is easy to prove that you can live well without it. Our trip ends  at th Albergue Reboleira, housed in one of the old galician houses with circular roofs covered with wooden sticks instead of tiles. The Caldo Gallego eat the best so far and a stew to which no Stage # 7 from the Herreria to Fonfria. It seems that the most difficult part of the journey has come to an end, after the steep climb to the top of the mountain or in Cebreiro and get into Galicia. soprannominerei this as the stage of the hens and cows, because they meet so many long insentieri through small farms and farms. As happened in the previous stages, here we take a step back in time stopping at a fountain for rifrescarci in which a woman was washing clothes. Here the technology is not essential to prove that you can live well without it. We conpletiamo our destination all’albergue Reboleira, housed in one of the old houses of the place with circular roofs covered with wooden sticks instead of tiles.The Caldo Gallego of the Pelegrino Menu is the best so far and a stewed meat is something no one can resist. All absolutely prepared with local ingredients grown and picked no more than 500m away from the Albergue. We end the evening with the sound of the guitar played by Francis who gives us some relaxing moment to prepare the walk of tomorrow 

Camino de Santiago – Day 6 from Villafranca to La Herrerias

Giorno # 6 del camino, il per peso da Villafranca a La Herreria è in leggera salita per 21 km. Il dolore ai muscoli e tendiniti varie non mancano, ma la motivazione è più grande, alimenatata da un meraviglioso paesaggio di montagna fatto di campi verdi, mucche al pascolo, lo sciabordio dell’acqua di fiumi e ruscelli e il calore degli abitanti dei piccoli villaggi che attraversiamo a piedi. Lungo il percorso si incontrano e conoscono nuove persone ogni giorno. Il camino sembra una metafora della vita con nuove conoscenze, persone che incontrano di nuovo dopo giorni di cammino e quelle che non si incontreranno mai più. E’ come vivere una dimensione unica al massimo e in ogni momento. Ogni persona è un tesoro da scoprire. Si chiacchiera e ci si apre come se ci si conoscesse da anni. La mente è sempre più leggera e staccata dal corpo, il lungo viaggio e la natura meravogliosa intorno a noi aiutano a trovare una dimensione di sconosciuta tranquillità.

——-

Day # 6 of the Camino, the way from Villafranca to La Herreria goes slightly uphill for 21km, the pain in the muscles and various tendinitis is not lacking but the motivation is greater, nurished by the mountain landscapes, beautiful green fields, cows grazing, the lapping of the water and the warmth of the inhabitants of the small villages we cross during our walk. Along the way one get to meet and know new people every day, the way seems a metaphor for life encountering interesting people with their life experience, meeting some of them after several days of Camino and knowing that probably you’ll never meet again some others. It is like like living a unique dimension at its best. Every person is a treasure to discover. It comes very easy to chat and open your heart and mind to the other pelegrinos as if you knew your walking companions for years. The mind feels lighter and lighter and detached from the body, the long journey, wonderful nature and the atmosphere of small medieval churches help in finding a kind of unknown tranquility.

Camino de Santiago – Day 5 from Molinaseca to Vilafranca del Camino

Tratta #5 del camino, ogni giorno sembra più pesante anche le tappe che sembrerebbero più semplici risultano essere difficoltose, è difficile alzarsi dal letto la mattina presto, ma una volta in cammino le gambe vanno per inerzia. Incontriamo i nostri amici di viaggio per iniziare la tappa alle prime luci dell’alba con la nebbia che risale sulle colline e un freddo che ci entra nelle ossa. Durante il tragitto, ci si separa, ci si ferma in posti diversi, magari a visitare una chiesa per ricevere il timbro più bello sulla credenziale per poi incontrarsi di nuovo durante una pausa a immergere i piedi in uno dei tanti fiumi che costeggiano il cammino o la sera stanchissimi in ostello per cena. La tappa da Molinaseca a Villafranca inizia in modo leggero senza pendenze esagerate passando per deliziosi paesini come Cacabelos e Camponaraya con le loro chiesette medievali e le strade colme di persone vestite per bene che vanno alla messa della Domenica per poi riunirsi tutti per pranzo nelle piazzette principali. Sembra di tornare per un attimo a 15 o 20 anni fa quando la domenica ci si vestiva bene per andare a messa per poi pranzare insieme ai parenti a casa o al ristorante. È una bella sensazione malinconica che ha caratterizzato questa giornata, un ritorno al passato e all’importanza delle cose semplici della vita a cui non facciamo più caso e a quelle usanze che sono andate del tutto perdute, a quei momenti leggeri che la vita ci propone. Il tragitto che continua da Cacabelos a Villafranca è molto pesante essendo una lunga salita che va a stressare ancora di più le gambe che hanno già percorso 25km. Stasera si dorme all’Albergue la Piedra gestito da dei giovani è molto disponibili ragazzi, ancora una volta ci sentiamo come se fossimo a casa. Ma prima di tutto ci godiamo la nostra cena a base di Pulpo alla Gallega e Cecina de Astorga.

——

Stage # 5 of the camino, each day feels harder, the stages that in the beginning seem easier are indeed difficult, it is hard to get out of bed in the morning, but once on the way your legs go by inertia. We met our traveling friends to start the stage at dawn with fog flowing over the hills and cold that gets into the bones. On the way, we separate, we stop in different places, perhaps to visit a church and receive the most beautiful stamp on our credential and then we  meet again during a break to soak your feet in one of the many rivers that run along the way or for dinner the night at the hostel. The stage from Molinaseca to Villafranca starts light through delightful towns as Cacabelos and Camponaraya through the it medieval streets filled with well dresserai people who go to the Sunday Mass and then all get together for lunch with their families and friends in the main squares. It seems to go back for a while to 15 or 20 years ago when in Sundays we dressed well to go to Mass and then have lunch together with relatives at home or at the restaurant. It is a nice feeling of melancholy that shapes this day, a return to the past and to the importance of the simple things in life that we are no longer used to and of those customs that have been entirely lost, of those relaxed moments that life offers us. The route going from Cacabelos to Villafranca is very step and long stressing the legs that have already traveled 25km. Tonight we sleep at the Albergue la Piedra run by young and very helpful people. Once again we feel as if we were at home. But first of all we enjoy our dinner of pulpo a la Gallega and Cecina de Astorga