Gagliano – The Stone Fortress

 

English

Gagliano Castelferrato originally Galaria, was founded in 1900 and was already inhabited in prehistoric times. It’s a place highly recommended to those who want to discover the less touristy but no less fascinating face of Sicily, especially for castles and good food lovers.
It is characterized by its fortress, of barbarian origin, with its many caves once inhabited by the monks of Agira, founded by St. Philip’s who left inside the castle numerous signs of their presence. The castle of Gagliano Castelferrato is fascinating due to its unusual shape . Around it are intertwined history and legend. Quoted by Cicero during his trip to Sicily, the castle resisted the assaults of the Arabs. Indeed, it was well defended by strong walls, towers carved into the rock, ditches and tanks. Inside has a number of spaces and rooms carved with a unique architecture in the rocky soil, with ventilation channels and lighting. Even the furniture was cut into the rock.
Gagliano Castelferrato is one of those places that deserves more appreciation but, remains isolated from the heavy flow of tourism. As many beautiful towns of the Sicilian countryside it still retain its authenticity and the true essence of a rural and unspoilt Sicily that seems to sleep quietly.
Talking about good food do not miss the prickly pear mostarda, the typical food of the people Gagliano.

Italiano

Comune italiano di 3.679 abitanti della provincia di Enna in Sicilia Anticamente chiamato “Galaria”, oggi Gagliano Castelferrato, fu fondata nel 1900 a.c. da MORGETE SICULO (re dei Sicani), e fu già abitata in epoca preistorica. Galaria raggiunse il suo splendore in epoca romana.

La Rocca di Gagliano, di origine barbarica, con le sue numerose spelonche fu abitata dai monaci di Agira, fondati da San Filippo che hanno lasciato all’interno del Castello numerosi segni della loro presenza. il Castello di Gagliano Castelferrato dall’insolita forma è ricco di fascino. Attorno ad esso si intrecciano storia e leggenda. Antichi documenti fanno pensare che nelle sue corti si accampassero, nel 263 a.C., le milizie dei consoli Attilio Grasso e M. V. Massimo dopo la conquista di Aderno e di Centuripe. Citato da Cicerone in occasione del suo viaggio in Sicilia, il castello resistettè a lungo agli assalti degli Arabi. Era infatti ben difeso, come scrive lo studioso Nicolò Brancatelli, da solide mura, da torri incavate nel vivo sasso, da dodici fossi e cisterne, diciassette spelonche e trenta aule. Interessanti gli ambienti ricavati nel sottosuolo roccioso con una straordinaria architettura, con canali di aerazione e di illuminazione. Lo stesso mobilio era ricavato nella roccia.

Gagliano Castelferrato è uno di quei luoghi che meriterebbe più valorizzazione ma che a causa della sua posizione geografica e della difficoltà nel raggiungerla, anche a causa dell’inefficienza delle strade,  resta isolato rispetto al forte flusso turistico delle città costiere, come molti stupendi paesi dell’entroterra siciliano che però conservano ancora oggi la loro autenticità e la vera essenza incontaminata di una sicilianità rurale e agreste nella quale il tempo sembra essersi fermato.

Vivamente consigliato a chi vuole scoprire il volto meno turistico ma non meno affascinante della Sicilia, agli amanti dei castelli e della buona cucina.

Comune italiano di 3.679 abitanti della provincia di Enna in Sicilia Anticamente chiamato “Galaria”, oggi Gagliano Castelferrato, fu fondata nel 1900 a.c. da MORGETE SICULO (re dei Sicani), e fu già abitata in epoca preistorica. Galaria raggiunse il suo splendore in epoca romana.

La Rocca di Gagliano, di origine barbarica, con le sue numerose spelonche fu abitata dai monaci di Agira, fondati da San Filippo che hanno lasciato all’interno del Castello numerosi segni della loro presenza. il Castello di Gagliano Castelferrato dall’insolita forma è ricco di fascino. Attorno ad esso si intrecciano storia e leggenda. Antichi documenti fanno pensare che nelle sue corti si accampassero, nel 263 a.C., le milizie dei consoli Attilio Grasso e M. V. Massimo dopo la conquista di Aderno e di Centuripe. Citato da Cicerone in occasione del suo viaggio in Sicilia, il castello resistettè a lungo agli assalti degli Arabi. Era infatti ben difeso, come scrive lo studioso Nicolò Brancatelli, da solide mura, da torri incavate nel vivo sasso, da dodici fossi e cisterne, diciassette spelonche e trenta aule. Interessanti gli ambienti ricavati nel sottosuolo roccioso con una straordinaria architettura, con canali di aerazione e di illuminazione. Lo stesso mobilio era ricavato nella roccia.

Gagliano Castelferrato è uno di quei luoghi che meriterebbe più valorizzazione ma che a causa della sua posizione geografica e della difficoltà nel raggiungerla, anche a causa dell’inefficienza delle strade,  resta isolato rispetto al forte flusso turistico delle città costiere, come molti stupendi paesi dell’entroterra siciliano che però conservano ancora oggi la loro autenticità e la vera essenza incontaminata di una sicilianità rurale e agreste nella quale il tempo sembra essersi fermato.

Vivamente consigliato a chi vuole scoprire il volto meno turistico ma non meno affascinante della Sicilia, agli amanti dei castelli e della buona cucina.

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